Descrizione
DATO IN ADOZIONE A UN CINGHIALAIO, MAX ORA SI RITROVA IN UN BOX IN PROVINCIA DI CASERTA.
Arriva in tutto il centro nord Italia dopo il pre affido con la staffetta.
La storia di Max inizia 9 mesi fa quando la mamma viene trovata incinta nelle campagne del casertano. Un uomo la salva, fa nascere i cuccioli, li cresce, li affida senza l’aiuto di nessuno.
Max è l’ultimo della cucciolata che viene affidato a tre mesi . Finisce nelle mani di due ragazzi che definire “poco seri” è un complimento.
Per 6 mesi fanno solo una cosa: rompere.
Un giorno lo vogliono tenere, il giorno dopo lo vogliono buttare via.
L’unica richiesta che gli viene fatta è quella di
NON darlo a un cacciatore.
Una sola regola. Una sola.
E loro cosa fanno? Lo danno ad un cacciatore
Pur di liberarsi di Max, lo mollano a un cinghialaio di Migliano.
E per non passare il contatto, inventano pure la scusa che “il nuovo proprietario non vuole avere a che fare con chi l’ha cresciuto”.
Che schifo.
Il signore che l’ha visto nascere non si arrende. Cerca, chiama, gira, insiste.
E alla fine trova il cacciatore.
E cosa scopre?
Che Max è chiuso da 24 giorni in un box, abbandonato lì come un oggetto.
E che con la caccia al cinghiale sarebbe quasi sicuramente morto, e vedendo che il signore aveva a cuore il cane decide di cederglielo.
Perché sì, nella caccia al cinghiale i cani muoiono davvero.
E a qualcuno non importa niente.
Questa storia è assurda: chi l’ha visto nascere ha fatto l’impossibile per riprenderlo, per strapparlo da una morte certa.
E ci è riuscito.
Non grazie ai ragazzi.
Non grazie al cacciatore.
Grazie a chi ha avuto coscienza, cuore, schiena dritta.
Ora Max è nel rifugio dove seguo i miei cani.
Ha 9 mesi, è un incrocio spinone / bracco / segugio, è chippato vaccinato.
Un cucciolone nato e cresciuto in casa, che non merita di marcire dietro quelle sbarre.
Deve uscire. Deve respirare. Deve vivere.
Chi adotta sarà seguito nella gestione, sicurezza e benessere del proprio cane
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