Dalla lontana Siberia, dove proviene, abituato al clima gelido che consentiva solo una vita essenziale, gestito da un popolo, i Samoiedi, appunto, che erano nomadi e sopravvivevano grazie alle loro renne, il Samoiedo veniva utilizzato per aiutare a radunare le mandrie, tenere sveglia la sentinella, fare da compagno al fianco di coloro che stavano di guardia e a volte per tirare la slitta. Veniva anche lasciato dormire accucciato vicino ai bambini per scaldarli. Tutte queste attività lo rendevano un cane abituato al rapporto quotidiano con l’uomo, a fare il suo guardiano, il suo compagno di avventura.
Agli inizi del 900 fu portato nella terra dei ghiacci artici durante le spedizioni polari di Amundsen, Nansen, Scott. I resti di uno degli esemplari usati durante la spedizione di Amundsen sono stati trovati recentemente. Il cane si chiama Etah ed era incluso nel gruppo che ha raggiunto per la prima volta il Polo Sud. Queste spedizioni resero il Samoiedo famoso in tutta Europa e numerosi esemplari vennero portati in Inghilterra e poi negli altri Paesi dove divennero subito molto popolari.
Il Samoiedo è il perfetto esempio di come si dovrebbe essere: elegante, armonioso, atletico ma non massiccio. Deve avere movimenti decisi e liberi, con un trotting elegante ed efficace. Ha una struttura solida, la testa proporzionata al corpo, con una stop ben evidente. Possiede un cranio piatto e largo fra le orecchie; il tartufo nero ma nei soggetti di colore bianco-biscotto può essere color carne, gli occhi sono a mandorla con espressione vivace e intelligente. La bocca con le labbra nere leggermente rivolte verso l’alto al commissurale disegna il famoso “Sorriso del Samoiedo”. Il pelo è doppio e abbondante, lucente, con un sottopelo molto denso, corto e morbido.
Il Samoiedo ama fare parte della famiglia e si trova a suo agio in casa. Ha bisogno di fare esercizio e di essere impegnato. Non ama essere lasciato solo per lungo tempo. È adatto ai bambini e tende ad essere pacifico con gli altri animali.
Il Samoiedo possiede uno spiccato senso dell’ordine gerarchico nella famiglia, e lo rispetta se esso è chiaramente definito. Può diventare difficile da gestire se l’educazione viene presa troppo alla leggera. I metodi educativi devono essere benevoli ma fermi, con ricompense adeguate al buon comportamento. Risponde bene e volentieri al condizionamento positivo.
Cristina Fossati
All.to Corno Bianco www.fossatirenata.it